Progetto socio-educativo
Striscia di Gaza
Un ponte tra oriente e occidente grazie alla musica
A febbraio 2010 è iniziato un progetto che vuole utilizzare la musica come strumento per stabilire una comunicazione diretta tra 3 campi di profughi palestinesi e 10 scuole di musica italiane e francesi. Infatti, oltre a introdurre l'insegnamento della musica in 6 scuole elementari e organizzare corsi e laboratori di musica nei campi profughi, si creeranno degli scambi artistici di musica classica orientale e occidentale tra Cisgiordania, Italia e Francia. Il progetto, che si chiama "Music bridges West Bank, Italy and France" e ha una durata di 3 anni, è co-finanziato dalla Commissione Europea e Terre des hommes Italia e viene realizzato in collaborazione con l'associazione palestinese Al Kamandjati. Tra le attività più importanti del progetto c’è l’introduzione dell'insegnamento della musica in 6 scuole elementari dell'UNRWA (l'agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi) nelle ore di arte, attraverso lezioni impartite direttamente da professori di Al Kamandjati, che si occuperà anche della formazione musicale di 120 insegnanti. In collaborazione con i Child Club di tre campi profughi in Cisgiordania verranno realizzati corsi e laboratori di musica per bambini e giovani. L’obiettivo finale è mettere in rete i tre campi profughi palestinesi con 10 scuole di musica italiane e francesi, per creare scambi culturali e artistici di musica classica orientale ed occidentale attraverso formazioni pedagogiche e concerti.
Progetto socio-sanitario
Striscia di Gaza
Supporto psicosociale e nutrizionale ai bambini di età prescolare
Negli ultimi anni le condizioni di vita della popolazione della Striscia di Gaza sono fortemente peggiorate a causa dell'embargo israeliano e dei bombardamenti dell'operazione Piombo Fuso. Molte sono infatti le conseguenze psicologiche sofferte da gran parte degli abitanti, specialmente i bambini e le mamme, che spesso non hanno un sostegno adeguato per poter elaborare correttamente lo stress a cui sono sottoposti.
Finanziato da ECHO, il dipartimento degli aiuti umanitari della Commissione Europea, il progetto ECHO/Me/BUD/2009/10045 mira a migliorare le condizioni dei bambini della parte meridionale della Striscia di Gaza sia dal punto di vista sanitario/nutrizionale che da quello psicosociale.
L'intervento cerca dunque di limitare gli effetti dell'esposizione alla violenza sui bambini e di rafforzare i meccanismi di protezione dei bambini e delle loro famiglie, nonché delle comunità. La componente sanitaria e nutrizionale del progetto punta a compensare i rischi di mainutrizione da parte dei bambini. I due aspetti sono strettamente interrelati, poiché è ormai provato che la mancanza di micronutrienti come ferro e vitamine è causa di disturbi psicologici e di ritardo dello sviluppo fisico e psicologico dei bambini.
Per questo si è scelto un approccio integrato e comunitario, che combina la distribuzione di supplementi nutrizionali con una strategia educativa su corretta alimentazione e sanità di base.
Per questo progetto si è deciso di coinvolgere 12 asili, in modo da raggiungere il maggior numero possibile di bambini di 5 villaggi della parte Est del governatorato di Khan Younis e delle aree orientali della città di Rafah, zone dove il nostro partner locale, la Palestinian Medical Relief Society, è presente da lungo tempo. Il progetto si allarga anche ai fratelli di età minore, che solitamente rimangono a casa con le madri. In tutto i diretti beneficiari superano i 10.000. Per i bambini provenienti da famiglie particolarmente svantaggiate vengono pagate le tasse d'iscrizione all'asilo. Nell'ambito del progetto vengono organizzate delle campagne di sensibilizzazione sulla corretta nutrizione dirette alle madri e alle donne incinte. Per i bambini si svolgono delle attività psicosociali mirate a migliorare l'autostima e la capacità di relazionarsi con i coetanei. Infine, per ottenere il consolidamento dei risultati nel tempo sono previsti dei corsi di formazione per gli insegnati e gli operatori degli asili.
Progetto socio-educativo
Beit Ula, Cisgiordania del Sud, Distretto di Hebron
Sviluppo del centro culturale ed educativo di Beit Ula
La condizione dei minori palestinesi è estremamente difficile, dato che vivono in un contesto caratterizzato da violenza e costrizione, dove i movimenti sono molto limitati ed è difficile per un giovane poter esprimersi liberamente. Terre des hommes Italia lavora da ormai due anni nel villaggio di Beit Ula in partnership con il Beit Ula Cultural Center per lo sviluppo di attività educative e ricreative a favore dei bambini e degli adolescenti del villaggio.
Il centro è costituito da quattro locali dove si svolgono le attività invernali mentre quelle estive vengono condotte in un giardino alla periferia della cittadina che Terre des Hommes ha creato e attrezzato nei primi due anni del progetto, che è cofinanziato dal Ministero degli Esteri italiano. Nello stesso periodo si è provveduto alla formazione di un gruppo di 12 animatori permanenti e 30 volontari educatori-animatori che quotidianamente organizza attività per i ragazzi. Due volte la settimana ci sono corsi di sostegno scolastico di arabo e matematica, un corso di incentivazione alla lettura e di informatica.
Fra le attività regolari del centro c'è anche un programma di Educazione alla salute appositamente studiato per gli insegnanti delle scuole cittadine e per gli operatori del centro, nonchè un programma Artistico-educativo che ha coinvolto anche un’altra organizzazione locale, il Palestinian Child Art Center.
Oltre a queste, il Centro organizza anche attività aperte a tutti i giovani e i ragazzi della cittadina. Fra queste i campi estivi, proiezioni di film, tornei sportivi, gite conoscitive, esposizioni di lavori manuali, esibizioni teatrali e laboratori artistici. Nel primo anno sono stati più di 2000 i giovani e i ragazzi della cittadina che hanno partecipato alle attività. Per garantire la sostenibilità futura del centro sono previsti dei corsi diretti al consiglio direttivo del centro in modo che i suoi membri diventino capaci di raccogliere i fondi minimi indispensabili per sostenere il centro quando non potrà contare sul finanziamento esterno e di ideare e gestire piccole attività generatrici di reddito.
Progetto di emergenza
Striscia di Gaza
Sostegno alle strutture sanitarie locali
Nel 2008 Terre des hommes Italia ha portato avanti un progetto di emergenza della durata di 5 mesi finanziato dalla Cooperazione Italiana (Ministero degli Esteri) nella Striscia di Gaza che sosteneva le 4 cliniche della Palestinian Medical Relief Society (PMRS) danneggiate dalle incursioni israeliane di febbraio. Il progetto ha consentito l'acquisto di un'ambulanza e di una clinica mobile; il rifornimento di medicine e materiale per i laboratori clinici, il pagamento degli stipendi del personale responsabile dei programmi medico-sanitari diretti a donne e bambini; il pagamento del trasporto e il monitoraggio ex post a 80 pazienti selezionati che necessitavano di cure specialistiche al di fuori della Striscia.
Inoltre sono stati distribuiti presidi igienico-sanitari (kit di primo soccorso) e utensili domestici di prima utilità (bacinelle, pentole, coperte, etc.) e piccoli lavori di riparazione nelle case di 80 famiglie particolarmente svantaggiate. Beneficiari diretti sono state oltre 100.000 persone, tra cui 1.000 lattanti e 5.000 donne, abitanti a Umm en-Nasser, Jabalia, Izbat Beit Hanoun e Abu Ta’ima.
Nel quadro di tale progetto è stato possibile verificare fino a che punto la povertà incida sulla situazione nutrizionale dei bambini. Durante le visite pediatriche incluse nel programma individuale di monitoraggio della crescita dei bambini da 0 a 5 anni, svolte nelle cliniche di Abu Taema e Umm Nasser risulta che circa il 30% dei minori in quella fascia di età è anemico e l'8% è malnutrito, soprattutto le femmine.
Progetto socio-sanitario
Yatta - Governatorato di Hebron
Dalla parte dei disabili e delle loro famiglie
Sono sempre di più gli ostacoli alla mobilità della popolazione civile palestinese e ciò ha un riflesso diretto sulla possibilità di accesso a cure adeguate da parte delle persone disabili.
L'intervento di Terre des hommes Italia è nato per garantire questo diritto, messo ulteriormente a rischio dalla costruzione del muro in Cisgiordania. Grazie al finanziamento di ECHO, il dipartimento per gli aiuti umanitari della Commissione Europea, sono stati offerti servizi di riabilitazione fisica e cure mediche a circa 3.000 disabili, specialmente bambini, e alle loro famiglie che vivono nella cittadina di Yatta e dintorni. Dopo una prima visita specialistica, i medici indicavano le trattamenti migliori per i singoli casi: fisioterapia, logopedia, ecc., che vengono prestate gratuitamente. Ugualmente, si sono messi a disposizione gli ausilii sanitari (sedie a rotelle, protesi, occhiali, ecc.) necessari a ciascun disabile. Inoltre la Yatta Deaf School per i bambini non udenti è stata ristrutturata e rifornita di attrezzature, mentre gli insegnanti hanno potuto seguire un corso d'aggiornamento. Nella seconda fase del progetto, iniziata nell'estate 2007 si è provveduto alla rimozione degli ostacoli architettonici in una trentina di scuole per renderle facilmente accessibili dagli alunni con disabilità motorie. Lo stesso è stato fatto nelle case di famiglie particolarmente svantaggiate dove abitano bambini disabili.
Parte importante del progetto è stata la prevenzione delle disabilità e la promozione dell'integrazione dei disabili nelle loro comunità. A questo proposito sono state condotte campagne di sensibilizzazione sulle cause di disabilità (matrimoni tra consanguinei, parti a rischio, incidenti stradali, ecc.) e dei diritti dei disabili con incontri pubblici, interventi su radio e tv. In collaborazione con le scuole di Yatta si sono poi svolte attività quali campi estivi, gite e giochi, per favorire la socializzazione dei bambini disabili, grazie a un accordo con il Ministero dell'Educazione. Il progetto realizzato in partnership con la Mezzaluna Rossa palestinese, la Società Benevola di Yatta e il Community-based Rehabilitation Programme, si è allargato a Sai'r, Dura e villaggi circostanti.
Progetto educativo sanitario
Yatta e Samu'a - Governatorato di Hebron
Promuovere la salute nelle scuole
Grazie alla collaborazione di 8 scuole del distretto di Hebron Terre des hommes Italia sta portando avanti un progetto di educazione sanitaria e assistenza medica degli alunni più bisognosi. L'intervento ha coinvolto gli insegnanti, che hanno ricevuto una formazione di base sull’educazione sanitaria e tutti gli studenti (oltre 4.000), che hanno partecipato a una campagna di formazione e sensibilizzazione sui temi dell’igiene e della salute, allargata poi ai genitori e alla comunità. Si sta inoltre lavorando per promuovere buone pratiche alimentari, al fine di ridurre anemia e malnutrizione, e igieniche, con la distribuzioni di kit per l'igiene personale. Regolarmente gli alunni vengono sottoposti a controlli medici, oculistici, odontoiatrici e dermatologici, per indirizzarli alle eventuali cure necessarie. Infine nelle scuole sono stati realizzati piccoli interventi di ristrutturazione, soprattutto per migliorare le condizioni dei servizi igienici.
Progetto socio-educativo
Ramallah, campo di al-Amari
Una vita culturale per i ragazzi profughi.
I campi profughi palestinesi sono luoghi angusti e sovraffollati, dove gli spazi dedicati all'istruzione e al gioco sono ridotti al minimo. Ad al-Amari operiamo dal 2000 in partenariato con lo Youth Club Center per ristabilire il diritto dei bambini e dei giovani palestinesi a ricevere una formazione scolastica e professionale adeguata e ad avere accesso a spazi ricreativi e culturali. Per questo negli anni è stato arricchito il centro di aggregazione giovanile, dotandolo di un cinema-teatro con una ricca programmazione, nonché di una biblioteca dove si organizzano laboratori di lettura per bambini e ragazzi. Allo stesso tempo si svolgono lezioni di recupero scolastico, corsi di inglese, informatica, disegno e teatro, attività sportive e culturali, incontri di counselling sociale e psicologico anche per le famiglie. In estate per dare l'opportunità ai bambini di conoscere anche la realtà esterna al campo vengono organizzati dei campi estivi. Il progetto offre l'assistenza medica gratuita e la distribuzione di abiti ai bambini delle famiglie più in difficoltà.
Progetto socio-sanitario d'emergenza
Governatorato di Hebron
Stop all'anemia! Il diritto di nascere sani.
Il progetto, finanziato dal Servizio per gli aiuti Umanitari dell'Unione Europea (ECHO), ha avuto come beneficiari diretti 8.500 fra donne e bambini del Governatorato di Hebron dal 2002 al 2005.
L'obiettivo principale del progetto era ridurre l'alta incidenza dell'anemia causata da carenza di ferro e da malnutrizione tra i bambini al di sotto dei cinque anni d'età, tra le donne in gravidanza e in fase di allattamento. Le cause principali sono le inadeguate abitudini alimentari date dall'alto tasso di povertà e lo scarso accesso ai servizi sanitari anche a causa dell'occupazione militare.
Oltre alla distribuzione di integratori alimentari quali ferro, acido folico, vitamine A e C, si sono svolte attività di informazione per la prevenzione dell'anemia, educazione sanitaria e nutrizionale. Nel contesto del progetto è stata messa a punto la pubblicazione Fighting Anaemia in Hebron: a Case Study (giugno 2005). Per scaricarlo clicca qui.
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