
Per rispondere all’emergenza causata dal continuo arrivo degli sfollati nella città di Les Cayes, il team di Terre des Hommes che si occupa di Water & Sanitation (acqua potabile e servizi igienico-sanitari) sta mettendocela tutta per garantire al maggior numero possibile di sfollati presenti nell’ospedale e negli ambulatori della città acqua potabile e condizioni igieniche adeguate.
(continua…)
Il nostro Paolo Ferrara è in viaggio verso Haiti.
Prima della partenza è stato intervistato dal TG1 delle 20 del 20 gennaio
In queste pagine pubblicheremo i suoi messaggi man mano che ci perverranno.
Ecco il primo:
Madrid, Aeroport Barajas, ore 15.05 - Santo Domingo, Hotel ore 22.30 (locale)
La prima tappa del viaggio che mi porterà ad Haiti è l’aeroporto Barajas
di Madrid.
Approfitto della lunga sosta per sentire la sede, coordinarmi con Giori Ferrazzi, il nostro delegato in Nicaragua che è già arrivato a Santo Domingo via Panama da Managua e sta organizzando la partenza per Port au Prince, scaricare la posta (ho trovato un internet point col cavo provvidenziale), guardare velocemente facebook (commuovendomi per le bellissime parole di stima e affetto di
amici e conoscenti… Grazie di cuore!) e per leggere gli ultimi aggiornamenti dal campo. (continua…)
-I- Thomas, 33 anni
W : Buongiorno, come va?
R : Bene e lei ?
W : Ci può raccontare quello che è successo?
R : Il terremoto si è verificato a Port au Prince, ero a scuola e, improvvisamente, la scuola è crollata con dentro me e gli altri studenti. Ero sotto le macerie. Il mio lato destro è paralizzato e non mi serve più. Ci sono tante vittime, tante, tante, tante. Port au Prince è schiacciata, completamente rasa al suolo. Il buon Dio dirà il resto.
W : Quando sei arrivato a Les Cayes ?
R : Mercoledì 13, di sera, perché a Port au Prince era superpieno.
W : Come sei arrivato ?
R : Mio fratello è venuto a prendermi con la sua auto da Les Cayes.
W : Come era la strada?
R : Il sisma ha sconvolto tutto, ci sono smottamenti di terreno lungo tutta la strada.
(continua…)
18 gennaio – Le Cayes

Cinque giorni dopo il sisma, l’aiuto ai feriti continua senza sosta, ma le risorse e le capacità rimangono debolissime.
Ogni giorno tra i 50 e i 60 feriti arrivano da Port au Prince per essere curati all’ospedale generale di Les Cayes. Tutti i mezzi sono buoni per scappare da Port au Prince e sono a centinaia le persone che arrivano stipate in camion, auotobus, automobili. Le ragioni sono molteplici: farsi curare, trovare un tetto, ricongiungersi con la famiglia e soprattutto scappare dalle macerie e dalla paura di nuove scosse.
(continua…)

Una testimonianza di Davide Amurri, nostro cooperante a Gaza
Sulla sinistra un giovane cappuccino scherza con un vecchio musulmano dalla barba bianca e lunga.
Davanti alla basilica della Natività di Betlemme si può parcheggiare. L’aria punge un poco ma non è fredda, sono lievemente influenzato. Le famiglie sulle panchine mangiano granturco arrosto. Dall’altro lato della piazza c’è una moschea con due palme illuminate davanti. Al fianco sale una stradina, decido di percorrerla. I girarrosti girano a tutto “spiedo”, un ragazzo mi invita in italiano, spagnolo e inglese a visitare il suo negozio, mi mostra una sciarpa simile a quella verde pistacchio che ho al collo. Mi stringo nella giacca per scacciare l’umidità.
(continua…)

Mettete insieme i racconti dei nonni, un villaggio immaginario e una pineta: è la fantastica esperienza dei ragazzi di Beit Ula, in Cisgiordania, per i quali TDH ha organizzato un campo estivo con uno spettacolo d’imporvvisazione teatrale.
Recuperare la memoria storica palestinese attraverso i racconti dei nonni, portando in scena storie di vita quotidiana in un villaggio immaginario.
(continua…)
Da qualche tempo i bambini che frequentano il nostro centro ricreativo e di assistenza psicosociale a Usme (Bogota’) devono tornare a casa prima a causa delle minacce diffuse da paramilitari che hanno avviato un vero e proprio programma di “limpieza social”. Ecco il resoconto della nostra responsabile dei progetti in America Latina, Federica Giannotta, appena tornata dalla Colombia:

(continua…)
di Natalia Fais
La clinica mobile acquistata da Terre des Hommes Italia e donata al PMRS (Palestinian Medical Relief Society) da maggio lavora a pieno ritmo organizzando visite mediche nelle zone più disagiate e povere della Striscia di Gaza. Ecco un giorno di “ordinaria attività”

(continua…)
Il 26 maggio scorso al nostro ufficio di Dacca, in Bangladesh, è arrivata la lettera che pubblichiamo qui sotto. Il responsabile di un’organizzazione con cui lavoriamo per assicurare il diritto all’istruzione dei figli delle prostitute di Jessore ci racconta della gioia per gli ottimi voti raggiunti da 5 studenti nell’esame finale della scuola secondaria.
La loro gioia era anche quella delle loro famiglie, perchè i ragazzi erano i primi ad aver avuto accesso allo studio. Dei 5 studenti 3 sono ragazze, una delle quali ha ottenuto il grado A- (quello massimo è l’A+) e 2 il C: non male per un paese che offre ben poche chance di studiare alle bambine… E il loro successo è anche quello dei sostenitori che hanno finanziato il nostro progetto di jessore. Ragazze, andate avanti così!
(continua…)
Ieri si è svolta ad Ameno (NO) una corsa campestre organizzata dall’associazione Tirati’n Ballo, hanno preso parte alla manifestazione circa 500 persone e una rappresentanza di Terre des hommes. La corsa si è snodata lungo un “sali e scendi” di 6 km tra boschi e sentieri.
I fondi raccolti durante la serata serviranno a finanziare i costi della scuola di Ramna, situata nei pressi
di Kurigram, una delle zone più povere del nord del Bangladesh. La scuola è frequentata da 290 bambini e i fondi serviranno a tenerla aperta coprendo i costi degli insegnanti e del materiale scolastico per i bambini.
