
Una testimonianza di Davide Amurri, nostro cooperante a Gaza
Sulla sinistra un giovane cappuccino scherza con un vecchio musulmano dalla barba bianca e lunga.
Davanti alla basilica della Natività di Betlemme si può parcheggiare. L’aria punge un poco ma non è fredda, sono lievemente influenzato. Le famiglie sulle panchine mangiano granturco arrosto. Dall’altro lato della piazza c’è una moschea con due palme illuminate davanti. Al fianco sale una stradina, decido di percorrerla. I girarrosti girano a tutto “spiedo”, un ragazzo mi invita in italiano, spagnolo e inglese a visitare il suo negozio, mi mostra una sciarpa simile a quella verde pistacchio che ho al collo. Mi stringo nella giacca per scacciare l’umidità.
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Mettete insieme i racconti dei nonni, un villaggio immaginario e una pineta: è la fantastica esperienza dei ragazzi di Beit Ula, in Cisgiordania, per i quali TDH ha organizzato un campo estivo con uno spettacolo d’imporvvisazione teatrale.
Recuperare la memoria storica palestinese attraverso i racconti dei nonni, portando in scena storie di vita quotidiana in un villaggio immaginario.
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di Natalia Fais
La clinica mobile acquistata da Terre des Hommes Italia e donata al PMRS (Palestinian Medical Relief Society) da maggio lavora a pieno ritmo organizzando visite mediche nelle zone più disagiate e povere della Striscia di Gaza. Ecco un giorno di “ordinaria attività”

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I bambini in Pakistan devono lavorare per aiutare la loro famiglia. Un esempio di lavoro, cucire i palloni di cuoio, cucire i tappeti. Prendono i bambini perché hanno le mani piccole.
Cucire i palloni di cuoio non è per niente facile perché devi essere molto preciso e devi cucire molto stretto e guadagnano poco più di 1 euro.
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“Oltre a Izbet Abed Rabbo siamo andati a Dardoni, un piccolo nucleo urbano (700-800 abitanti) a sud est di Jabalia che prende il nome dalla famiglia che vi si è insediata. Prima dell’operazione “Piombo Fuso” una clinica mobile del PMRS andava ogni 3 settimane a fare visite a Dardoni essendo una zona isolata, lontana dai servizi di base. Normalmente l’equipe della clinica mobile (un medico, un’infermiera, un tecnico di laboratorio e un autista) utilizzava per le visite il pianterreno della casa di un membro della comunità che aveva offerto lo spazio. Durante la guerra tutto il quartiere Dardoni è stato pesantemente bombardato e quella casa non è stata risparmiata. Oggi (26 gennaio) per la prima volta da dicembre l’equipe è riuscita ad arrivare sul posto e si è installata in quel che resta della casa.
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Ieri, 26 gennaio 2009, Serena - la nostra delegata in Palestina, è riuscita ad entrare nella Striscia di Gaza. Ecco il diario della sua visita a seguito della equipe della Palestinian Medical Relief Society (PMRS):
“Per la prima volta dopo la guerra oggi la clinica mobile della PMRS ha raggiunto Izbet Abed Rabbo, un quartiere a est di Jabalia, nel nord della Striscia. La casa in cui l’equipe medica era solita installarsi per le visite è un cumulo di macerie.

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Primo classificato al concorso indetto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (ufficio dei territori Occupati Palestinesi) e dal Ministero palestinese della Sanità.

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Finalmente per i bambini dei due centri di Zarqa è arrivato il tempo del clown. Difficile spiegare loro a parole cosa scuote una parrucca gigantesca o perchè e quando si storce un naso a palla rosso: decidiamo senza esitare di mostrare alcune gag che ci stanno a cuore.
Il clown ha un piglio scomposto, (continua…)

Prosegue l’avventura dei ragazzi di Progetto NUR sui progetti di Terre des hommes in Giordania
Sabato 16 agosto 2008, Amman
Venerdì è giorno festivo in Giordania. Sabato…il “prefestivo”! Ci prepariamo per la nostra prima vera pausa turistica.
Alle 14 partiamo in direzione sud, meta il deserto del Wadi Rum. Percorriamo la Desert Highway, 300 km di strada rettilinea che dalla periferia di Amman in poi sprofonda in un deserto piatto e incolore che da qui si allunga fino all’estremità della penisola arabica.
Facce di ragazzi bruciate dal sole accovacciate dietro a casse di pomodori, (continua…)

Secondo battesimo del fuoco per il nostro viaggio formativo.
Dopo l’ “esordio” con i bambini di Irbid è toccato oggi ai due gruppi di Zarqa, incontrati negli altrettanti centri in cui opera Terre des Hommes Italia. Anche oggi siamo riusciti, con nostra grande sorpresa, a instaurare un rapporto immediato di reciproca confidenza, il che rappresenta una conquista non da poco, in grado di spalancare diverse porte e di facilitare una risposta affermativa a tutte le nostre proposte.
Abdulillah è stato ancora una volta un mediatore prezioso e rassicurante e, anche da un punto di vista prettamente funzionale, ha saputo presentarsi in calzoni più leggeri e t-shirt…sintetica (ahilui!); piano piano, shwei shwei, arriverà a comprendere la funzionalità di spaer affrontare l’attività fisica in un clima torrido con indumenti minimali e di cotone…inch’allah.
Momento importante della giornata, e simbolo di un meticciato culturale sostenibile, è stato il training musicale attraverso il quale abbiamo insegnato ai bambini un brano a dir poco ardito. Trattasi della “Gatacòrnia del Mumbèl“, filastrocca lombarda della bassa… (continua…)