
Dopo quasi ventiquattro ore di viaggio, fra aerei cancellati da fulmini maligni e corse estenuanti per non perdere la coincidenza, Maputo non è forse il luogo più accogliente dove approdare: doganieri pignoli oltre ogni limite, smog infernale, e il caldo che ti aggredisce all’improvviso.
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Una testimonianza di Davide Amurri, nostro cooperante a Gaza
Sulla sinistra un giovane cappuccino scherza con un vecchio musulmano dalla barba bianca e lunga.
Davanti alla basilica della Natività di Betlemme si può parcheggiare. L’aria punge un poco ma non è fredda, sono lievemente influenzato. Le famiglie sulle panchine mangiano granturco arrosto. Dall’altro lato della piazza c’è una moschea con due palme illuminate davanti. Al fianco sale una stradina, decido di percorrerla. I girarrosti girano a tutto “spiedo”, un ragazzo mi invita in italiano, spagnolo e inglese a visitare il suo negozio, mi mostra una sciarpa simile a quella verde pistacchio che ho al collo. Mi stringo nella giacca per scacciare l’umidità.
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Gian Andrea Rolla, nostro delegato in Burkina Faso, ci manda un po’ di foto che si riferiscono agli incontri sui Bianciardini fatte nel liceo municipale-popolare “La rinascita dei nostri capi”(Rimvougré) e nei quartieri precario-popolari (favelas direbbero i brasiliani) Karpala e Yamtega di Ouagadougou.

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Finalmente si parte parte per la Costa d’Avorio, ragione del viaggio stavolta accompagnare un’azienda in visita ai progetti. Altavia Italia ha infatti finanziato il progetto materno infantile di Grand Bassam lo scorso dicembre e ha deciso di venire a vedere cosa è stato possibile fare grazie al suo aiuto.
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Il primo di marzo grande festa nel villaggio di Antigos Combatentes, vicino Maputo: si inaugurava il centro comunitario costruito da Terre des hommes Italia con spazi per corsi professionali, recupero scolastico, ambulatori medici, asilo, attività ricreative e sportive.
Questo ci racconta Samuele, il nostro cooperante a Maputo: “Nonostante fosse sabato gran parte del personale che lavora al progetto si è attivato e con un’ottima logistica ha preparato tutto: sedie, tavoli, casse e amplificatore per l’immancabile musica; coinvolgendo inoltre i ragazzi e le ragazze di danza e teatro di Mussumbuluco, un altro villaggio dove lavoriamo, e gli stessi ragazzi e ragazze del centro di Antigos Combatentes.
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Ci sono paesi dove diventare milionari è facilissimo… Il paese del Bengodi? No, lo sfortunatissimo Zimbabwe, dove l’inflazione ha ormai superato il 100.000 % (centomila!!!!, purtroppo avete capito bene) e dove può capitare di vedere in giro qualcuno con una banconota da 10 milioni di dollari (dello Zimbabwe) che fra qualche settimana non varrà più niente sul mercato nero dove vengono scambiate le monete.
E i bambini? I bambini dello Zimbabwe, 1/4 dei quali orfani a causa dell”AIDS si difendono come possono, anche scherzandoci su.

Scopri i progetti di Terre des hommes in Zimbabwe: http://www.terredeshommes.it/scheda_zimbawe.php
Due professionisti della finanza hanno voluto dare un significato in più alla loro sportiva vacanza sulla cima più alta del continente africano. Partiti da Dubai il 16 gennaio, Nikos e Imtiaz hanno infatti chiesto a tutti quelli che conoscevano di supportarli nella loro impresa facendo una donazione per i progetti di TDH Italia in Zimbabwe.
Il 24 gennaio, dopo 8 ore e mezzo di scalata e una levataccia dal campo base, i nostri eroi hanno toccato quota 5.895 metri slm, raggiungendo Uhuru Peak (”Il tetto dell’Africa“), la vetta più alta del Kilimanjaro. A sventolare lassù c’era anche la bandiera di Terre des hommes Italia. I bambini di Chipinge e Mashonaland, che saranno i beneficiari di questa raccolta fondi, ringraziano!

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Il nostro ammistratore in Mozambico Samuele Silva ha avviato un blog sulle attività che Terre des hommes svolge in quel paese. Un’altra voce che vi racconterà in presa diretta e ancora più da vicino il lavoro dei nostri cooperanti.

In occasione della Giornata Mondiale della Lotta contro l’AIDS al Mbira Centre di Harare, la capitale dello Zimbabwe, la sera del 30 novembre 2007 è stato presentato il libro A Memory Book, con testo di Gabriella Prandini (delegata di Terre des hommes Italia) e foto di J. Pursey e F. Baudron.
Nelle 40 pagine del libro gli autori offrono uno squarcio della vita quotidiana dei bambini rimasti orfani a causa dell’AIDS (circa 1,6 milioni) in Zimbabwe, con i loro problemi e le loro speranze.
Ecco le foto della serata di presentazione, nel corso della quale sono stati raccolti anche 4.000 dollari a sostegno del progetto.




Il libro illustra, tra l’altro, la pratica dei Memory Box, scatole dove i bambini sono incitati a conservare qualcosa che ricordi i genitori malati o già deceduti, e i campi estivi organizzati nell’ambito dei progetti di Terre des hommes Italia, per offrire giorni di svago e supporto psicologico ai minori più bisognosi.
Per saperne di più sui progetti di Terre des hommes Italia in Zimbabwe vai alla pagina http://www.tdhitaly.org/scheda_zimbawe.php
I bambini del Mesad, uno dei centri in cui Terre des hommes porta avanti il Sostegno a Distanza in festa. Ecco le foto appena arrivate.


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