I CAMPI ESTIVI 2010 A BEIT ULA avventure sotto la luna e grappoli d’uva…

 Archiviato in: Senza categoria — Giuseppe @ Lug 13th, 2010

Si è concluso venerdi il 9 luglio il campo estivo per adolescenti ragazzi , della durata di una settimana,  realizzato nell’ambito del progetto “Sviluppo delle risorse sociali ed educative a favore della popolazione minorile di Beit Ula, nel Distretto di Hebron AID8556 TDH/TOC” co-finanziato dalla Cooperazione Italiana e da Terre des hHommes Italia.

Il campo estivo è durato una settimana ed è stato, suddiviso in due sottocampi, intitolati “Adventures under the moonAvventure sotto la luna” per i ragazzi e “Campo estivo Anaqeed summer camp” (grappolo d’uva in arabo) per le ragazze. Queste attività hanno , ha impegnato il Beit Ula Cultural Centre, partner di Terre des hommes, in una nuova avventura che ha visto come protagonisti 72 partecipanti (46 ragazzi e 26 ragazze dai 14 ai 17 anni, di cui 7 disabili),  lo staff ed  i volontari del centro in una settimana davvero intensiva di attivita’a.
Il programma di attivita’ aveva tre principali obiettivi:

  • sviluppare l’autonomia dei ragazzi, potenziandone le capacità e facendone acquisire di nuove:; far
  • prendere coscienza di sé, dei propri bisogni e delle proprie qualità
  • aprirsi agli altri, comprenderli ed interagire con loro in un contesto di fiducia reciproca e rispetto personale.

Per raggiungere tali obiettivi si e’ è utilizzato come spunto la pedagogia scout alla quale si sono unite tecniche  di relazioni di aiuto basate sull’approccio gestaltico. Il metodo scout, cosiddetto viene chiamato “attivo” perche’è è basato sull’imparare facendo.

Esso parte dal presupposto che ognuno è il primo protagonista della propria crescita. Da ogni esperienza personale, infatti, l’individuo puo’trarre gli insegnamenti che mettono le basi per la crescita integrale della persona. L’approccio gestaltico, invece, prevede l’utilizzo di tecniche di intervento basate sull’uso dell’arte, della creatività e del gioco volti a facilitare il recupero “dell’espressione” personale nella relazione con se stessi e con gli altri, come risorsa di resilienza fattore importante di crescita.

La metodologia applicata, sicuramente adatta anche ad altri contesti meno critici rispetto a quello palestinese, e’è risultata particolarmente efficace in questo territorio dove Terre des hommes opera sin dal 2001 con diversi progetti rivolti all’infanzia. Altri ingredienti importanti hanno favorito il successo dei due campi: l’ avventura, il gioco e la vita all’aria aperta a contatto con la natura, contribuendo cosi a rendere queste esperienze uniche sia per gli educatori che per i ragazzi.

In particolare:
Adventures under the moon (Il campo Avventure sotto la lLuna) iniziava ogni giorno si e’ svolto dal 2 al 9 luglio, dalle 17 e finiva alle 8.30 del mattino successivo, con sveglia quotidiana alle 5 del mattino. Il campo ha proposto diverse attività quali escursioni alla scoperta dell’ambiente e del paesaggio delle colline circostanti, teatro, sport, giochi di cooperazione e competizione, che hanno promosso e consolidato la vita di gruppo. I ragazzi hanno raccolto la legna nel bosco, imparato ad accendere il fuoco, a riconoscere gli animali e le loro abitudini quotidiane, a raccogliere erbe officinali e a conoscersi meglio. Durante le lunghe serate, momento magico di tutta la giornata, i ragazzi hanno cantato, ascoltato storie fantastiche ed improvvisato scenette attorno al fuoco in un’atmosfera calda e ricca di entusiasmo. Connesse alla conoscenza del territorio, alla presenza del Consiglio Direttivo del centro, e’  stato poi realizzato un laboratorio, tenuto dal direttore del centro Jamal Talab, sulla storia della Palestina. La serata, iniziata e chiusasi con una performance di dabqa (una danza tradizionale) dei ragazzi, e’è stata resa dinamica ed interessante  grazie all’utilizzo dello schermo e del proiettore forniti dal progetto. Infine, sotto un bellissimo cielo notturno, i ragazzi hanno imparato a riconoscere le costellazioni, e potuto provare l’emozione di dormire all’aperto vincendo i timori iniziali di rimanere, per la prima volta, lontani da casa, immersi nel silenzio della natura grazie alla vicinanza, non solo fisica, di nuovi compagni di avventura.

Anaqeed Summer Camp: Il campo estivo per le ragazze è stato chiamato Anaqeed e’ una parola che in arabo significa , grappolo d’uva in arabo. Ogni acino, nell’immaginario delle ragazze, ha rappresentato le capacita’à ed i valori da mettere in gioco per crescere e vivere un’esperienza indimenticabile. Il giardino, rimesso in ordine ogni mattina dai ragazzi, ha ospitato 26 ragazze tra cui una ragazza con la sindrome di down, che grazie al suo sorriso ed al suo modo unico di porsi di fronte alle situazioni e alle persone è stata un’incredibile fonte di arricchimento per tutto il gruppo. Perno di tutto il campo ’è stato il teatro, utilizzato come strumento per parlare di se’è e delle delicate questioni connesse a questa eta’ di cambiamento. IlSi è usato il metodo usato e’ stato quello della scrittura/improvvisazione appreso dallo staff, durante le precedenti formazioni in tecniche teatrali. Le ragazze, cosi’ come i ragazzi, sono state divise in piccoli gruppi, ognuno dei quali ha scelto un nome ed un proprio grido di gruppo. Le giornate sono state scandite da momenti di gioco, sport, competizioni arte e role -play. Alle ragazze e’ stato chiesto di tenere un diario giornaliero che verra’ consegnato ai genitori al termine del campo. Significative le due uscitegite: la prima a Ramallah, finalizzataper scoprire alla scoperta dei centri artistici, storici e ricreativi (Anah Family  Tradition museum, Al Qasaba theatre, Al Kamandjati Association, Popular Art Centre, la Muqata’a,  – il luogo in cui e’è sepolto Arafat, il parco Bir Zeit Swimming park ande il luna park Mic Mas luna Park).

Indimenticabile per le ragazze è stata l’esperienza al teatro in cui le ragazze hanno potuto, oltre chea conoscerne  la storia ed il backstage, recitare sul palcoscenico;. È  è stato toccante anche l’ascolto di due brani musicali, di cui uno suonato da musicisti professionisti ed un secondo suonato al pianoforte da un giovane studente di Al Kamandjati. In questa gita non e’è mancato il divertimento: la freschezza dell’acqua della piscina ed  i giochi al luna park hanno infatto chiuso mirabilmente la giornata esaurendo l’energia anche delle piu’ vivaci.

La seconda escursione, all’insegna dell’avventura, ha invece condotto le ragazze tra le colline circostanti il Bir Al Qu’s garden alla ricerca di pietre, foglie, rami, utilizzati poi per la realizzazione di un laboratorio artistico  nel quale le ragazze sono state accompagnate nella creazione di un “luogo sicuro”, luogo emotivo ed immaginario in un primo momento ed artistico in un secondo. Durante il laboratorio infatti alle partecipanti e’ è stato proposto di utilizzare  il meateriale trovato per creare un oggetto che rappresentasse uno spazio accogliente e comodo, concreto  come una casa, una grotta, una stanza, un prato o astratto costituito di elementi simbolici che rappresentassero gli elementi necessari per la propria serenità. Ogni lavoro e’ poi stato descritto al gruppo.

Non si puo’ infine non citare la gara di cucina nella quale le ragazze hanno realizzato un piatto tipico palestinese, la maqluba, per la gioia dei palati dei ragazzi che la sera, arrivando al campo, si sono trovati l’inatteso regalo. L’esperienza di questo gruppo di ragazze si e’ conclusa con un laboratorio di collage condotto dalle educatirici del centro, attraverso il quale hanno elaborato ed espresso quanto vissuto nella loro intensa settimana.

La chiusura del primo turno di campi estivi segna l’inizio del terzo ed utimo campo, quello dedicato alla fascia 6-12 anni che si terra’rà dal 18 al 28 luglio 2010. Un campo, quest’anno, dedicato alla magia dei colori e delle emozioni nelle quali bambini/e si tufferanno, immergendosi in storie fantastiche che vivranno attraverso giochi e attivita’ volti a promuovere la loro creativita’à ed il loro spirito di intraprendenza, a vivere in gruppo e ad acquisire nuove capacita’ relazionali e manuali.

Al termine del campo, in data ancora da definirsi, come nelle migliori delle tradizioni estive, si terrà  la cerimonia finale rivolta alle famiglie e alla comunita di Beit Ula. A differenza degli anni precedenti, questa giornata sara’ l’occasione per raccontare l’esperienza di tutti e tre i campi estivi, attraverso le voci, i lavori ed il talento dei bambini e dei giovani che vi hanno partecipato. Naturalmente a tutti coloro che sono interessati, perlomeno, per chi potra’ esserci, e’ esteso il nostro piu’caloroso invito.

Leonor Crisostomo
Responsabile progetto Tdh-It
Beit Ula per Terre des Hommes Italia

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