Diario da Gaza

 Archiviato in: Emergenze, Progetti Medio Oriente — Giuseppe @ Gen 27th, 2009

“Oltre a Izbet Abed Rabbo siamo andati a Dardoni, un piccolo nucleo urbano (700-800 abitanti) a sud est di Jabalia che prende il nome dalla famiglia che vi si è insediata. Prima dell’operazione “Piombo Fuso” una clinica mobile del PMRS andava ogni 3 settimane a fare visite a Dardoni essendo una zona isolata, lontana dai servizi di base. Normalmente l’equipe della clinica mobile (un medico, un’infermiera, un tecnico di laboratorio e un autista) utilizzava per le visite il pianterreno della casa di un membro della comunità che aveva offerto lo spazio. Durante la guerra tutto il quartiere Dardoni è stato pesantemente bombardato e quella casa non è stata risparmiata. Oggi (26 gennaio) per la prima volta da dicembre l’equipe è riuscita ad arrivare sul posto e si è installata in quel che resta della casa.

A parte i malori e le malattie abituali, oggi il dottor Samih ha riscontrato parecchi casi di ameba, giardia ed altri parassiti, scabbia - tutto dovuto alla mancanza di acqua per quasi tre settimane - infezioni respiratorie causate da inalazioni di fumo e polveri contenenti esplosivi (si parla anche di uranio) oltre a una serie di sintomi probabilmente psicosomatici dovuti a paura e stress (dolori alle ossa, febbre, incontinenza).

La maggior parte delle case del quartiere di Dardoni non esistono più. Le famiglie hanno perso tutto, non hanno vestiti, coperte, cibo acqua. C’è un sistema di mutuo soccorso tra vicini e parenti, ma non basta. I bambini, che prima giocavano quotidianamente nei cortili delle case, oggi passeggiano tra le macerie, dove non è raro trovare resti di missili e vari tipi di esplosivi. Dalla fine dell’attacco sono morte due bambine a causa di una bomba conficcata per terra e inesplosa: appena presa in mano è esplosa.

Il proprietario della casa che ospita l’equipe medica mi racconta che in questi giorni fa fatica a controllare i suoi tre bambini: dopo 3 settimane in cui ha tenuto duro per trasmettere forza alla famiglia, anche quando la casa gli è crollata addosso e si sono accampati tutti in una stanza, ora non riesce a tenere i bambini in casa, soprattutto in una giornata di sole come oggi. E così i bambini di pomeriggio vanno a caccia di tesori tra le macerie”.

1 commento »

Non c’è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento