Diario Da Gaza
Ieri, 26 gennaio 2009, Serena - la nostra delegata in Palestina, è riuscita ad entrare nella Striscia di Gaza. Ecco il diario della sua visita a seguito della equipe della Palestinian Medical Relief Society (PMRS):
“Per la prima volta dopo la guerra oggi la clinica mobile della PMRS ha raggiunto Izbet Abed Rabbo, un quartiere a est di Jabalia, nel nord della Striscia. La casa in cui l’equipe medica era solita installarsi per le visite è un cumulo di macerie.

Oggi, invece di analizzare sintomi e prescrivere cure, l’equipe si dedica all’ascolto. Ognuno, qui, ha una storia da raccontare e ci tiene a farla conoscere. Majd Abed Rabbo è il proprietario della casa che da anni ospita ogni 3 settimane l’equipe della PMRS. Ci racconta che, dopo i primi bombardamenti con cui sono state rase al suolo decine di case nel quartiere, le donne e i bambini sono stati autorizzati a cercare riparo in una scuola UNRWA a Jabalia, mentre tutti gli uomini sono stati catturati e tenuti per 5 giorni in un appartamento, 5 giorni sotto i fucili puntati, senza cibo nè acqua, interrogati a più e più riprese, insultati, picchiati. Majd ci dice che crede di essere sopravvissuto grazie alla rabbia, e alla voglia di riabbracciare sua moglie e i suoi figli.

Da tre giorni le scuole hanno riaperto e le famiglie che vi avevano trovato rifugio si sono spostate presso i parenti che hanno ancora un tetto sulla testa. La famiglia di Majd non ha più niente, lui ha perso il suo lavoro di contadino, la terra dei campi qui intorno è stata rivoltata dalle bombe e dal passaggio dei carri armati, ed è ricoperta di polvere, macerie.

Per non parlare degli agenti chimici che potrebbero essere stati usati dagli israeliani nella manifattura di bombe ed esplosivi e di cui ora l’aria, la terra e l’acqua rischiano di essere contaminate. Un’organizzazione inglese esperta in rimozione di ordigni militari (MAG) è riuscita ad entrare nella Striscia domenica scorsa: conoscono le armi usate dall’esercito israeliano, erano in Libano nel 2006. Ora quel che più li preoccupa è il rischio di scoperta tra le macerie di ordigni inesplosi, di fronte ai quali l’unico rimedio è la rimozione, lo spostamento in una zona isolata, e l’eplosione.

Ma gli israeliani non li hanno autorizzati a portar nella Striscia alcun materiale tecnico che permetta tale operazione, quindi per ora la soluzione sarà spostare gli ordigni inesplosi negli unici terreni a disposizione, quelli agricoli, e proteggere la zona perché nessuno si avvicini per molto tempo. Qualche contadino che magari non ha perso la terra nei bombardamenti la perderà così. L’Unicef ha distribuito ai bambini foglietto con informazioni sugli ordigni che si possono ritrovare tra le macerie e a cui fare attenzione.

Youssef ci porta a vedere la sua casa, che invece è ancora in piedi. E stata usata dai soldati israeliani per due settimane: l’hanno svuotata, hanno tenuto solo cuscini e materassi, il resto accatastato in una stanza, buttato giù dalle finestre, bruciato. La casa, coi suoi tre piani, ha una posizione strategica. Tre stanze hanno precisi buchi nei muri, agli angoli, per i tiratori scelti.

Mentre la sua casa era occupata, Youssef era con gli altri uomini del quartiere sotto il tiro dei soldati. Quando tutto è finito ha trovato la casa piena di immondizia, con scritte sui muri e gli infissi delle porte tutti rotti. “Avevo lasciato le chiavi in ogni porta”, ci dice, “ma loro hanno preferito dare calci e aprire le porte distruggendo tutti gli infissi”. Ci guarda stanco girando a vuoto la chiave nella serratura”.





grazie per la cronaca, fate sapere a Majd e Youssef che la stiamo facendo circolare.
dopo la visita e l’ascolto, come si muoverà Terre des Hommes nei prossimi giorni? come possiamo sostenervi da lontano?
grazie e coraggio a tutti voi!
Commento di susanna — Gennaio 29, 2009 @ 11:28 am
Siamo tutti vicini a voi
Forza terredeshommes!!
Commento di Mario — Gennaio 30, 2009 @ 10:01 pm
Grazie per il vostro incoraggiamento.
Ricordiamo che è possibile fare qualcosa di concreto con una donazione su: http://www.terredeshommes.it/ecom/donazione_online.php
specificando come causale “Emergenza Gaza”
Commento di Giuseppe — Febbraio 9, 2009 @ 10:38 am