27 ottobre – Yopougon: dalla bidonville alla scuola. L’educazione, l’unica “arma” vincente

 Archiviato in: Uncategorized — Giuseppe @ Nov 13th, 2008

Oggi abbiamo visitato un’altra bidonville della capitale economica Abidjan, il quartiere di Yopougon. La situazione è simile a quella di Kouassi Le Noir, baracche tra il fango, qualche struttura in muratura, le “corti familiari”, che fortunatamente hanno acqua e corrente elettrica, ma condizioni igieniche difficili anche da raccontare.


Quando siamo lì si mette a piovere, ci ripariamo sotto una tettoia e osserviamo come la gente, abituata a questi temporali, mette a riparo la poca merce in vendita sulle bancarelle; gli ombrelloni che proteggono dal sole infatti vengono quasi sempre ricoperti di plastica.

Quando smette di piovere raggiungiamo il Centro Amis de Coeur che provvede all’inserimento nella scuola materna e al reinserimento scolastico di 500 bambini provenienti dalla bidonville di Yopougon. Ci presentano alla direttrice della scuola e ai maestri, salutiamo i bambini che fanno lezione e che ci onorano di una poesia di benvenuto, le classi sono ordinate, pulite e molto colorate, i bambini pieni di gioia..
Chiediamo se la frequenza scolastica è buona e ci rispondono che in questi giorni alcuni bambini sono rimasti a casa, i genitori hanno paura di mandarli a scuola dopo quanto è successo ai bambini uccisi per i riti sacrificali. La direttrice poi ci spiega che la richiesta è molto alta ma non ci sono classi a sufficienza per ospitare tutti i bambini del quartiere, eppure di spazio c’è né, mancano solo i fondi per costruire altre aule.
Quindi attraversata la strada visitiamo quella che era la vecchia scuola del Centro Amis de Coeur, ora è un Centro di aggregazione giovanile (CASECentre d’animation sociale et d’ecoute) dove i ragazzi, le associazioni di quartiere, i bambini e le famiglie stesse possono trovare molti di quei servizi che non sono assicurati dal pubblico.


C’è una sala visite con un medico, una sartoria, uno spazio ricavato per una classe di bambini e uno “sportello” per i giovani, una sorta di informa giovani, per il reinserimento scolastico e sociale, il sostegno psicologico e l’accompagnamento in caso di maltrattamenti.

Più tardi M.E.SA.D. ci accompagna a vedere uno dei suoi progetti che sembra avere grande riscontro tra la popolazione, la Cassa di risparmio CASEC-CI (Caisse de solidarie d’epargne et de credit de cote d’ivoire). Qui è possibile versare i propri risparmi (con un tasso d’interesse del 3 %), che permettono alla Cassa di concedere piccoli prestiti per attività “imprenditoriali” (una sorta di microcredito). In questo modo di favorisce la cooperazione tra gli utenti della Cassa e si migliora il livello di vita attraverso la formazione e l’assistenza e i consigli alle persone aderenti.

La sera ci aspetta una cena a base di pizza con tanta mozzarella, richiesta dal padrone dell’albergo, ivoriano. Aiutiamo Paola in cucina a fare la pasta, e a preparare gli ingredienti, unico problema: siamo invase dalle zanzare!! Speriamo in bene…

28 ottobre – villaggio di Mohamé: la salute è la priorità, i risultati dell’aiuto di Altavia

Oggi é la giornata più importante per il gruppo, è prevista la visita ad uno dei 6 villaggi dove il contributo di Altavia si è trasformato in cura e assistenza alla salute materno-infantile.
Il villaggio di Mohamé, di 2500 anime, ci ha preparato un’accoglienza che ci ha davvero commossi! Il primo segnale era già sulla strada, un grande striscione con il logo di Altavia e il titolo del progetto “Per la salute della madre e dei bambini”.


Un mazzo di fiori, balli e canti popolari e soprattutto un mare di bambini che aspettano il nostro arrivo. Ci scortano tutti fino alla casa del capo del villaggio, Nanà Kouamé; il suo segretario Ignacio, ci fa accomodare dopo aver stretto la mano alle persone presenti, ci offre dell’acqua e quindi, a nome del capo, ci porge la domanda di rito: Che novità ci sono? Una piacevole e rispettosa formalità che noi neache ci immaginiamo.
Alessandro presenta la delegazione di Terre des hommes e Altavia, che ha permesso di continuare le attività per tutto il 2008. Grazie alle “agenti di allerta” locali possiamo dire di aver restituito la fiducia nel sistema sanitario pubblico a migliaia di donne (nell’ultimo anno 1732 gravidanze a rischio sono state segnalate e prese in carico dalle strutture pubbliche). Su un totale di 6 villaggi, solo fino a giugno, sono state fatte consultazioni prenatali a oltre 400 donne, vaccinate oltre 39.000 mamme contro il tetano, vaccinati 1650 bambini, fornita vitamina A a 28.500 bambini. Inoltre sono state distribuite zanzariere, fatte azioni di disinfestazione e, cosa molto importante, è stata raggiunta una popolazione di 5000 persone residente nei villaggi interessati dall’azione del progetto con campagne di sensibilizzazione e sanità pubblica. A fine anno i beneficiari saranno senza dubbio cresciuti.


Dopo l’incontro col grande capo, la folla ci porta a passo di danza fino alle tende dove avvengono le vaccinazioni a mamme e bambini. Ma la cerimonia di benvenuto è appena cominciata e ci fanno accomodare in prima fila per assistere alle danze di 4 gruppi tradizionali, donne, bambine e qualche uomo, intonano canti tribali a suon di tamburo, tutti agghindati a festa. Passiamo poi a trovare le agenti di allerta, che, durante la festa, hanno continuato il loro lavoro.
Nella sola giornata di oggi:
- 35 donne visitate
- vaccinate contro il tetano 18 donne incinte e 18 non incinte
- 82 bambini vaccinati contro febbre gialla, difterite, pertosse, tetano, morbillo, rosolia, tubercolosi ed epatite B.

Se si calcola che le visite nel villaggio vengono fatte una volta al mese e se il trend sarà confermato, a fine anno avremmo raggiunto tutte le donne incinte previste per il 2008, consentendo loro di avere un sistema di sorveglianza completo.

Un passaggio sul mare (questo é l’unico villaggio sulla costa, gli altri sono tutti nell’interno e il caldo si fa sentire ancora di più), poi attraverso il villaggio con i bambini che ci stringono per mano e … con nostra sorpresa una tavola imbastita ci aspetta per il pranzo. Il villaggio ha trovato le risorse per offrirci un ricco pranzo a base di piatti tradizionali: attiekè, igname, pollo, pesce in quantità.

A fine pranzo il capo villaggio ci ringrazia per il sostegno, che ha fatto in modo che non si sentissero isolati e ha permesso un intervento sanitario fondamentale sulle donne che altrimenti loro non avrebbero potuto fare, la sua speranza infine è quella di portare avanti l’impegno per raggiungere più donne e, noi speriamo, altri villaggi del distretto. Marco di Altavia ricambia ringraziando a sua volta della calorosa ospitalità e dell’aver permesso di vedere risultati così positivi e una comunità vivace e serena.

29 ottobre – Koumassi: parti sotto controllo. Le donne protagoniste della nuova Africa

Nel quartiere di Koumassi ad Abidjan, Terre des hommes sostiene le suore colombiane di Santa Teresa del Bambin Gesù, che si occupano delle madri del quartiere affette da AIDS, con dépistage (controlli) per la sieropositività e consultazioni mediche per ridurre l’impatto dell’infezione.

La cortesia e la simpatia delle suore è coinvolgente. Facciamo un giro del centro e troviamo tante donne in attesa della visita pre o post natale, la sala parto è ben attrezzata, nella sala post parto i neonati a fianco della loro mamma riposano. Visitiamo i laboratori di analisi per il test rapido di HIV, la cappella, e una biblioteca con alcuni PC. Qui partoriscono 4000 donne ogni anno, una media di 10-15 al giorno, le visite sono a pagamento (700 franchi CFA, poco più di 1 euro). Ma le spese sono tante, medici e infermieri, affitto dell’ecografo, cibo per la mensa (vengono consegnati 80 pasti al giorno) e insegnanti per i corsi di alfabetizzazione alle mamme e a quei bambini che non sono in età scolare o che non possono usufruire del servizio scolastico perché non sono iscritti all’anagrafe.
Anche qui ci viene offerto uno spuntino, di spremuta e banane fritte (da assaggiare rigorosamente con peperoncino) e poi i saluti. L’invito a Paola, la pediatra del gruppo, è quello ci tornare il più presto a trovarle …per lavorare con loro.

30 ottobre – Abidjan: Ministero della salute e CIRBA. La prima cura è la prevenzione

La giornata inizia con un incontro ufficiale, il Dott. Boignè, direttore del Programma Nazionale della riproduzione e pianificazione familiare, del Ministero della Salute Pubblica, ci accoglie nel suo ufficio. Domanda di rito: Che buone notizie portiamo? e… i ringraziamenti a Terre des hommes Italia, e soprattutto ad Alessandro, per aver collaborato con il Ministero anche in momenti difficili, quando i bianchi hanno dovuto lasciare il paese per motivi di sicurezza, lui è tornato per rimanere e li ha “aiutati ad aiutare loro stessi”.
L’ufficio è pieno di kit di ventose ostetriche veramente “d’epoca” che aspettano di essere distribuite ai centri sanitari. Ai muri manifesti di sensibilizzazione contro il maltrattamento dei bambini, la violenza sulle donne, la salute riproduttiva, l’uso dei contraccettivi.

La mattinata continua con la visita al CIRBA, il centro di ricerca biologica per la prevenzione e la cura del HIV diretto dal dottor Chenal. La sua storia l’abbiamo già raccontata (link blog paolo) ma basta dire che è sopravvissuto al virus nel 1986 e ha dedicato la sua vita alla ricerca di una cura, portando gli antiretrovirali generici (dal Brasile) in Costa d’Avorio.
Luc Montagnier, premio nobel per la medicina e per la scoperta del virus dell’AIDS nel 1983 all’Institut de Pasteur, ha iniziato a operare attraverso una Fondazione di prevenzione e trattamento di malattie infettive, che nel 1996 ha creato il CIRBA.
Il centro somministra farmaci antiretrovirali a circa 6000 pazienti (al costo di 1,5 euro) e garantisce test rapidi a 15.000 persone.

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