Viaggio in Costa d’Avorio - Storie d’Africa

 Archiviato in: diario di viaggio — Giuseppe @ Ago 28th, 2008

26 agosto 2008

Nel 1992 la vita di Monsieur Konan è davanti a un bivio. Dalle ambasciate occidentali arrivano avvertimenti sempre più serrati:il paese, in preda a un’ondata demagogica di “négritude“, sta diventando pericoloso per i bianchi. E’ l’inizio di un periodo durissimo che mette la Costa d’Avorio in ginocchio e che ancora getta la sua ombra lunga su una città e su un paese un tempo ricchi. La vita cambia anche per i molti ivoriani il cui lavoro ruota attorno alle aziende più dinamiche.

Monsieur Konan, falegname prima, pubblicitario di successo poi, si ritrova da un giorno all’altro senza più clienti. Prova a lavorare con le aziende locali. Ma i soldi promessi non arrivano mai. Meglio lasciar perdere.

Che fare? Monsieur Konan che è un uomo energico e solare non si perde d’animo. Si prenderà un periodo di riflessione, decide. E intanto inizia a riorganizzare la sua vita. E’ un capo scout e ricomincia a impegnarsi nelle attività del gruppo. Alcuni amici lo coinvolgono in un progetto a favore dei bambini di strada di uno dei quartieri popolari della città e lui si innamora del contesto. Lascia la sua casa e prende una stanzetta economica nella zona.

In poco tempo, sotto la sua guida, si moltiplicano i progetti. Teatro di strada, animazione sociale, escursioni fuori città per i bambini che non hanno mai visto nient’altro che le stradine anguste del quartiere. Anche gli scout della zona in poco tempo crescono. Nonostante il quartiere sia uno dei più poveri della città, nel giro di pochi anni, il suo gruppo diventa il più numeroso e dinamico di tutto il paese. Si infittiscono gli scambi anche con l’Italia e alcuni dei suoi ragazzi possono visitare il nostro paese grazie agli scambi tra distretti.

Monsieur Konan ci sa fare. Conosce la comunicazione. Ha un sorriso aperto e franco. Ha entusiamo e sa che per ottenere qualcosa bisogna chiederlo. E lui sa chiederlo e lo chiede. Così coinvolge le aziende del posto nel finanziamento dei Jamboree, gli incontri degli scout, facendone sponsorizzare piccoli gruppi. Molti dei ragazzi sono quegli stessi ragazzi dei quartieri poveri che ha tirato fuori dalla strada e che attraverso l’esperienza scout hanno imparato a socializzare, vanno a scuola, si impegnano e si assumono delle responsabilità.

Il dinamismo e le capacità di Konan vengono notate un po’ ovunque e Medecins du Monde gli chiede di andare a lavorare con loro. C’è un ambulatorio medico nel cuore di Treshville, una delle municipalità della grande Abidjan, ci sono molti bambini di strada e la sua esperienza può tornare utile.

Quando Medecins du Monde chiude in Costa d’Avorio, e siamo alla fine degli anni ‘90, lui è l’unica persona che può continuarne l’esperienza senza dilapidare quello che è stato fatto. E Konan rilancia, facendo nascere il MESAD, un’ONG che oggi conta più di 40 tra dipendenti e collaboratori, decine di volontari e un numero di beneficiari, tra diretti e indiretti, di qualche centinaio di migliaia di persone tra Abidjan e dintorni.

Paolo Ferrara

2 commenti »

  1. The information looks good but please let the rest of the world read and unerstand it. Please translate it into English for me and other world to understand.

    Wilfred

    Commento di Oirere Wilfred — Ottobre 1, 2008 @ 9:41 am

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