Diario di Viaggio in Giordania III - La Gatacòrnia del Mumbèl

 Archiviato in: Progetti, Progetti Medio Oriente, diario di viaggio — Paolo @ Ago 18th, 2008

Sala giochi nel centro di Zarqua di Terre des hommes

Secondo battesimo del fuoco per il nostro viaggio formativo.

Dopo l’ “esordio” con i bambini di Irbid è toccato oggi ai due gruppi di Zarqa, incontrati negli altrettanti centri in cui opera Terre des Hommes Italia. Anche oggi siamo riusciti, con nostra grande sorpresa, a instaurare un rapporto immediato di reciproca confidenza, il che rappresenta una conquista non da poco, in grado di spalancare diverse porte e di facilitare una risposta affermativa a tutte le nostre proposte.

Abdulillah è stato ancora una volta un mediatore prezioso e rassicurante e, anche da un punto di vista prettamente funzionale, ha saputo presentarsi in calzoni più leggeri e t-shirt…sintetica (ahilui!); piano piano, shwei shwei, arriverà a comprendere la funzionalità di spaer affrontare l’attività fisica in un clima torrido con indumenti minimali e di cotone…inch’allah.

Momento importante della giornata, e simbolo di un meticciato culturale sostenibile, è stato il training musicale attraverso il quale abbiamo insegnato ai bambini un brano a dir poco ardito. Trattasi della “Gatacòrnia del Mumbèl“, filastrocca lombarda della bassa… da noi musicata in un’improbabile versione da pizzica salentina e, per l’occasione, ulteriormente infarcita di versi in arabo! Trattasi di assonanze… “varda varda” diventa “yalla yalla”, “prìm basèl” (primo gradino) diventa “fì ramél” (nella sabbia), insomma, un calcio in culo al significato e un abbraccio caloroso al significante; risultato: grande successo!

Emozionante la piccola Zahar che chiede ad Abdulillah di scrivergli su un foglietto “L’è la ròda del mulì” (è la ruota del mulino) in caratteri arabi per non dimenticarselo in vista della prossima lezione.

Il ritorno a Zarqa-Amman ci permette di apprezzare con incanto e disarmo la desolazione della terra arida e dei quartieri più difficili della capitale giordana: fumi neri dei tubi di scappamento, rocce coperte da una polvere densa e gialla che non ti lascia respirare, case bianche che si sovrappongono disordinate e sudate. Nidham, uno dei tanti preziosi autisti che collaborano con Terre des Hommes, ci nutre di una commovente dedizione e soddisfa con entusiasmo tutte le nostre curiosità sui luoghi, i costumi, la religione, le mille diversità che per essere superate necessiterebbero soltanto di essere conosciute tramite un semplice sentimento di “curisosità”, nulla di più spontaneo.

E’ importante che si sappia che in questo paese, pieno di limiti, le moschee sono dirimpettaie delle chiese cristiane e che la dimensione solidale si vive in ogni scambio.

Coda alimentare: siamo stanchi di mangiare carne.

Post scriptum turistico: domani e dopodomani ci godiamo il week-end nel deserto del Wadi Rum; ci risentiremo al ritorno.

A presto,

Alessandro, Elisa, Umberto, Nicola (PROGETTO NUR)

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