Emergenza Bangladesh: reportage dal campo
Dhaka, 15 agosto 2007

Sono ormai piu’ di dieci giorni che intere zone della citta’ di Dhaka sono sotto l’acqua.
Difficile da credersi quando si vive in una di quelle zone maggiormente protette, in una di quelle zone dove l’acqua arriva solo quando le piogge sono cosi intense da non lasciare ai pochi canali di sfogo la possibilita’ di asciugare l’asfalto dall’acqua incessante.
Altre zone della citta’ sono molto piu’ soggette ad allagamenti, ne ho avuto la certezza quando un giorno di pioggia monsonica ci siamo messi in macchina e, dopo ore di traffico, ci siamo accorti che la strada, una delle principali della citta’, era completamente allagata, tanto da diventare definitivamente impraticabile. Siamo dovuti tornare indietro e farci una ragione: questi sono i monsoni e questa e’ la citta’ di Dhaka, ma, mi sono chiesta, cosa potrebbe succedere se le piogge durassero piu’ di un’intera giornata?

In questi giorni ho trovato risposta alla mia domanda, piogge particolarmente abbondanti in Bangladesh hanno reso questo paese simile ad un arcipelago di isole, alcune verdi, altre di cemento, ma tutte circondate da acqua fangosa che ha coperto strade, case, campi e parte della capitale.
Ho avuto la possibilita’ di osservare dal cielo questa scena, tornando dal Nepal mi sono affacciata dal finestrino dell’aereo e’ ho visto un paese completamente diverso da quello che avevo lasciato solo pochi giorni prima.
Il fiume Jamuna era immenso e aveva ricoperto tutto con le sue mille ramificazioni.
Insieme a me anche gli altri passeggeri dell’aereo hanno espresso il loro stupore.
La citta’ di Dhaka, cosi come altre, non si e’ salvata e l’acqua ha cominciato a salire anche qui. Le barriere sui piccoli fiumi che la circondando hanno offerto riparo solo ad alcune zone, le altre hanno subito danni irreparabili.

Purtroppo e’ vero che le alluvioni colpiscono specialmente le parti piu’ povere del paese e della citta’, parti dove le case non sono vere case, ma capanne di lamiera, bambu’ e fogli di plastica, per questo difficilmente protette dall’innalzarsi dell’acqua.
Queste parti della citta’ sono gli slum di Dhaka, zone dove vivono milioni di persone in condizioni assolutamente precarie.
L’innondazione non ha tardato, neanche questa volta, a ricordarcelo, per questo Terre des hommes Italia ha deciso di cominciare il suo intervento di emergenza proprio da qui, a pochi kilometri dal nostro ufficio dove vivono anche molti dei beneficiari dei nostri progetti in Bangladesh.
Insieme a Laura Giani, rappresentante di Terre des hommes Italia in Bangladesh, sono andata a visitare le zone colpite dall’alluvione, le zone dove sono iniziate le operazioni di emergenza.
E’ proprio vero, certe cose sentite solo raccontare, colpiscono un decimo di quello che si prova vivendole in prima persona.
Il Bangladesh e’ un paese difficile da descrivere, l’esperienza di ieri me lo ha dimostrato ancora una volta.
Le aere della citta’ dove si e’ deciso di intervenire sono aree molto note alle famiglie italiane che da anni, o anche solo da mesi, si sono impegnate a sostenere attraverso le adozioni a distanza i progetti socio-educativi negli slum.
In queste zone Terre des hommes Italia puo’ contare su partner locali, Aparajeyo Bangladeh ed ARBAN che da piu’ di dieci anni operano in loco.
Insieme a loro siamo riusciti a fare una valutazione della situazione e a individuare le famiglie piu’ bisognose, 1400 nelle aree di Azimpur e Rayerbazar, 195 a Chandmari.
In questi giorni Aparajeyo Bangladesh, ARBAN e Terres des hommes Italia distribuiranno paccheti contenenti generi alimentari e medicinali, che serviranno a curare i casi si di diarrea, colera e polmonite, particolarmente diffusisi in queste zone della citta’.
Durante la distribuzione Terres des Hommes sara’ a fianco dei partner per monitorare e testimoniare le operazioni di emergenza.
Continua a piovere su Dhaka, la pioggia rallenta il ritirarsi delle acque dei fiumi, rallenta il processo di ricostruzione delle abitazioni danneggiate e rallenta il ritorno alla normalita’.
Intere famiglie non hanno ancora a disposizione acqua potabile e cibo a sufficienza, ne medicinali e materiali per costruirsi un temporaneo riparo.
E’ quindi importante agire subito ed in fretta.
In questi giorni saro’ con ARBAN a Chandmari, vi aggiornero’ presto sul lavoro che qui a Dhaka stiamo facendo insieme ai partner locali che collaborano con noi.
Manuela D’Andrea.





GRAZIE DI AVERMI FTT IL COMPITO!!!
Commento di SILVIA — Novembre 22, 2007 @ 6:10 pm
OkKlst hi! hice site!
Commento di nick — Luglio 29, 2008 @ 6:39 am
ciao io sono una bambina italiana.ho scritto perchè mi piace molto questa cosa per il bangladesch ciao ciao
Commento di maria — Novembre 29, 2008 @ 5:29 pm
Grazie per quello ke state facendo..io sn una ragazza del bangladeh… ma sono nata e crescuta in italian, anke se vado in vacanza ogni 2 3 anni… sn davvero felice che al mondo esistano ancora persone capaci di aiutar il prossimo!!!
Commento di Antara — Gennaio 25, 2009 @ 3:01 pm