La scuola come diritto
La scuola Centro Sperimentale di Educazione Bilingue (Spagnolo e Kichwa), CEDEIB, di San Roque (Quito) fra due anni potrebbe non esserci più.
14 anni al fianco dei bambini e delle comunità indigene emigrate nella capitale, a causa delle condizioni economiche delle provincie di origine (soprattutto Chimborazo e Cotopaxi), e un comodato d’uso di 25 anni non significano molto quando un comune grande come quello di Quito decide di darsi alle pulizie di Pasqua e cancellare con un colpo di straccio un mercato e una scuola!

Tutto questo in un paese in cui la spesa pubblica per l’educazione è scesa dal 3,1% del PILdel 1990 al 1,1% del 2001, la percentuale più bassa di tutto il Centro-Sudamerica contro una media di circa il 4% degli altri paesi e punte del 9% a Cuba, 8% alle Barbados e 7% in Jamaica.
Un’educazione spesso lasciata in mano a professori inesperti che guadagnano 100 dollari al mese.
E la situazione peggiora se si esce dalle città e si va a visitare le scuole rurali, la maggior parte delle quali hanno tetti di ethernit vecchissimi e in condizioni pessime (con tutto ciò che questo comporta, come sappiamo, per la salute dei bambini), finestre rotte, niente bagni, nessun mezzo di trasporto.
Invece di investire nell’educazione di decide di smantellare scuole che sopravvivono grazie al avoro volontario di parte dei maestri e che in anni di attività sono riuscite a creare un rapporto col proprio quartiere che vada oltre la semplice convivenza.
Nella scuola di San Roque le attività educative vengono coordinate da un comitato di genitori e addirittura i suoi locali accolgono il sabato 50 fra uomini e donne che lavorano e vogliono allo stesso tempo poter terminare i loro studi rimari.
È più di una scuola, è motivo di orgoglio per una comunità indigena che, posta ai margini alla maggioranza meticcia e bianca della popolazione, trova in San Roque la possibilità di coltivare la propria cultura di farla rivivere giorno dopo giorno, vincendo la battaglia contro la tuttora attiva ‘colonizzazione culturale’.
Ma un istituto tecnico di artigianato, per di più sponsorizzato dalle autorità spagnole, è ben più importante di circa 300 bambini, del riscatto culturale di qualche migliaio di indigeni.
Allora l‘unico modo per farsi sentire è coinvolgere tutte le persone del quartiere tramite una festa, tramite la musica e il sorriso dei propri bambini. E questa voce arriverà all’amministrazione comunale per chiedere che San Roque possa sopravvivere e continuare a crescere insieme alla sua comunità.
E noi siamo con loro, non solo perchè dal 2003 Terre des Hommes appoggia la scuola, ma perché San Roque è un diritto dei bambini.
Domenico Di Pietro
Silvia Vizilio





lavorando in un istituto professionale italiano,,ossia in una scuola di frontiera, riesco a vedere meglio di altri l’importanza di un luogo di riscatto e d’identità chiamato scuola.in un mondo massificato una scuola può non valere niente,ed invece niente può valere quanto una scuola.bravi, contate su di noi.isis m.polo
Commento di m.polo — Giugno 1, 2007 @ 7:33 pm
Mi sembra doveroso ringraziare ancora una volta l’ISIS ‘M. Polo’ di Cecina (LI) per il sostegno che ci ha dato e che continua a darci e per l’interesse con cui segue la nostra associazione.
Vi prometto che a Settembre faremo un bell’incontro in cui potrò raccontarvi quanto ho visto nei miei tre mesi in Ecuador e vi aggiornerò sull’appoggio alla scuola ‘Sumak Wawa’ ( traduzione letterale ‘Bambino meraviglioso’) di Cayambe che state sostenendo.
Grazie
Mimmo
Commento di Mimmo — Giugno 3, 2007 @ 6:25 pm
mi unisco anche io ai ringraziamenti di Mimmo e spero presto di potervi incontrare tutti per farlo personalmente
paolo
Commento di Paolo — Giugno 8, 2007 @ 2:55 pm
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Commento di mnorgovudkka — Dicembre 29, 2008 @ 4:08 am
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The visit was Bush’s fourth since the U.S.-led invasion of Iraq in March 2003.
It’s like going to a political rally and having people yell at you.
Commento di Utititset — Gennaio 3, 2009 @ 1:41 pm
Новый способ давления на кандидата на пост Главы г. Химки
Новый способ “наказать” тех, кто посмел участвовать в выборной кампании не на стороне действующей власти изобрели правоохранительные органы г.о. Химки.
Руководствуясь не нормой закона, а чьей-то “волей” сотрудники милиции решили “проверить” все фирмы, внесшие денежные средства в избирательный фонд неудобных кандидатов.
Начались “проверки” с телефонных звонков - где директор, сколько человек работает на фирме. После чего последовали “письма счастья” с просьбой предоставить всю бухгалтерскую документацию, учредительные документы фирмы, и даже, план экспликации БТИ.
Такие запросы химкинским фирмам рассылает 1 отдел Оперативно-розыскной части № 9 Управления по налоговым преступлениям ГУВД Московской области за подписью начальника подполковника милиции Д.В. Языкова.
И всё это в то время, когда Президент дал прямое указание правоохранительным органам о прекращении всех незаконных проверок малого и среднего бизнеса. С это целью внесены изменения в Федеральный закон “О милиции” - из статьи 11 этого закона исключены пункты 25 и 35, на основании которых ранее правоохранительные органы имели право проверять финансово-хозяйственную деятельность предприятий.
Видно, об изменениях действующего законодательства местные правоохранительные органы не уведомлены. И не смотрят телепередачи с выступлениями Президента.
Может быть, эта публикация подвигнет их к исполнению указаний Президента, а также к изучению и соблюдению действующего законодательства
Commento di osobo — Febbraio 18, 2009 @ 12:09 am