Archiviato in: Senza categoria — Paolo @ Feb 15th, 2011
Le giornate al campo di “al Hol”, un campo di rifugiati palestinesi provenienti dall’Iraq situato nel nord della Siria, iniziano con ritmi quieti: le attività iniziano in tarda mattinata. I bambini, che ultimamente non stanno andando a scuola, iniziano fin da subito a frequentare il campo sportivo in erba artificiale.
Un bellissimo colpo d’occhio colorato verde erba, in mezzo all’arancione, giallo ocra che permane tutt’intorno.
Archiviato in: Senza categoria — Giuseppe @ Lug 13th, 2010
Si è concluso venerdi il 9 luglio il campo estivo per adolescenti ragazzi , della durata di una settimana, realizzato nell’ambito del progetto “Sviluppo delle risorse sociali ed educative a favore della popolazione minorile di Beit Ula, nel Distretto di Hebron AID8556 TDH/TOC” co-finanziato dalla Cooperazione Italiana e da Terre des hHommes Italia.
Archiviato in: Senza categoria — Giuseppe @ Mag 12th, 2010
Dopo quasi ventiquattro ore di viaggio, fra aerei cancellati da fulmini maligni e corse estenuanti per non perdere la coincidenza, Maputo non è forse il luogo più accogliente dove approdare: doganieri pignoli oltre ogni limite, smog infernale, e il caldo che ti aggredisce all’improvviso.
Archiviato in: Senza categoria — Giuseppe @ Feb 2nd, 2010
Bambini scomparsi, bambini trafficati, bambini non accompagnati. In questi giorni si parla molto di bambini e si danno parecchie cifre. Anche diversi giornalisti hanno provato a farmi dare cifre, ma francamente non me la sono sentita.
Archiviato in: Senza categoria — Giuseppe @ Gen 31st, 2010
Prosegue Il diario da Haiti di Paolo Ferrara:
Haiti, 28 gennaio 2010
Oggi le zanzare di Port au Prince dovranno accontentarsi della metà del mio sangue. Sveglia alle 4.30 del mattino, dopo 4 ore di sonno, doccia veloce e via.
Oggi io, Andrea (il collega italo-svizzero logista della nostra missione) andremo a Les Cayes. Ci accompagnano Andrea Nicastro, reporter di vaglia del Corriere della Sera e una troupe di Rai 2.
Sono 4 ore e mezza ad andare e altrettannte a tornare, lungo quella che in questi giorni è stata la via degli sfollati.
Archiviato in: Senza categoria — Giuseppe @ Gen 28th, 2010
Prosegue Il diario da Haiti di Paolo Ferrara:
Coconut Villa - ore 23.00 ore locali
Oggi dolore e felicità si sono scontrati, rincorsi, quasi azzannati nel caldo afoso di questa città nella quale è difficile, forse inutile pensare a un ritorno alla normalità… E poi quale normalità?
Avrei la voglia di raccontarvi la gioia e la disperazione, voglia di passare dalla rabbia al lieto fine, ma oggi non ce la faccio.
Oggi sono entrato all’ospedale generale di Port au Prince, il vero cuore di questa rincorsa contro il tempo che è l’emergenza Haiti. E’ qui che si concentra tutta la sofferenza di questa città. E’ qui che si concentra l’aiuto dei più grandi organismi internazionali e quello della maggior parte delle nazioni del mondo, con la sola eccezione dell’Italia che ha scelto un posto più defilato.
Archiviato in: Senza categoria — Giuseppe @ Gen 27th, 2010
Prosegue Il diario da Haiti di Paolo Ferrara:
Se ne stava lì, solo soletto, tra le macerie della scuola di Notre Dame des Victoires, testa china, quaderno aperto tutto assorto nella lettura. Mentre intorno a me si radunava una frotta di bambini curiosi per “le blanc” che si aggirava con la sua maglietta arancione e con la sua macchina fotografica sempre a portata di mano, lui sembrava neanche essersi accorto di me e del baccano che stavo suscitando.
Archiviato in: Senza categoria — Giuseppe @ Gen 26th, 2010
Prosegue Il diario da Haiti di Paolo Ferrara:
Emergenza Haiti
Hotel Coconut, 6.00 ora locale
L’altra sera, mentre lavoravamo a fare il punto sui progetti la morte è entrata con prepotenza nella nostra giornata. Due morti, ancora due morti, buttati a terra in strada a pochi metri da noi. Li hanno estratti da due macchine schiacciate sotto le macerie e lasciati li esposti al traffico e al caldo soffocante delle ultime ore. Non se ne vedevano da giorni in giro, ma è probabile che se ne vedranno molti nei prossimi giorni e settimane quando il lavoro di ripulitura dalle macerie andrà avanti. Forse è anche per questo che alla fine, stremato dalla giornata, ho rinunciato a scrivere il mio diario.